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La facciata condominiale

DEFINIZIONE

La facciata è definita come l’insieme delle linee architettoniche e delle strutture ornamentali che connotano l’edificio, imprimendogli una propria fisionomia autonoma ed un particolare pregio estetico.  La facciata rappresenta, quindi, l’immagine stessa dell’edificio, l’involucro esterno e visibile nel quale rientrano, senza differenza ed aldilà delle esposizioni, sia la parte anteriore, frontale e principale, sia gli altri lati dello stabile.

Aldilà della sua definizione di carattere architettonico, il concetto di facciata è stato delineato dalla dottrina e dalla giurisprudenza , sia in ordine alla natura della stessa, sia in merito alle singole parti di cui si compone, attraverso numerose pronunce che hanno sancito pacificamente che la facciata, avente o meno valore architettonico o decorativo, costituisce parte presuntivamente comune dell’edificio condominiale, in quanto, al pari dei muri maestri rappresenta “una delle strutture essenziali ai fini dell’esistenza stessa dello stabile unitariamente considerato, sicché nell’ipotesi della condominialità del fabbricato, ai sensi dell’art. 1117, n. 1, c.c., ricade necessariamente fra le parti oggetto di comunione fra i proprietari delle diverse porzioni dello stesso e resta destinata indifferenziatamente al servizio di tutte le porzioni” (Cass. n. 298/1977; n. 945/1998).

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Della delibera assembleare

COSA SONO

A norma dell’art. 1137, co. 1, c.c. “le deliberazioni assunte dall’assemblea condominiale sono obbligatorie per tutti i condomini”. Le deliberazioni dell’assemblea, trovano quindi forza e giustificazione nel “principio di maggioranza”, permettendo a ciascun proprietario di conciliare il proprio diritto alla gestione del condominio, con la necessità di organizzarne il funzionamento- Avverso le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento condominiale, ogni condomino assente, dissenziente o astenuto può adire l’Autorità Giudiziaria al fine di chiederne l’annullamento nel termine perentorio di trenta giorni, a decorrere dalla data della deliberazione per i dissenzienti o gli astenuti e dalla data di comunicazione della deliberazione per gli assenti.

LA RIFORMA: dal ricorso all’atto di citazione 

La legge di riforma del condominio (L. 11 dicembre 2012 n. 220), ha ampliato la categoria dei soggetti legittimati a proporre impugnazione delle delibere, introducendo “gli astenuti” ed equiparando gli stessi ai “dissenzienti”. La legge 220/2012 ha inciso, inoltre, sulla forma da adottare per l’ impugnazione della assembleare che in passato coincideva con il “ricorso”, stabilendo al riformato art. 1137 c.c. che la stessa avvenga con “atto di citazione”al Tribunale ove è sito il Condominio e da notificarsi a quest’ultimo nella persona dell’Amministratore.

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