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In caso di revoca giudiziale dell’amministratore di condominio è necessario ricorrere all’istituto della mediazione civile?
Boss dismissing an employee

In caso di revoca giudiziale dell’amministratore di condominio è necessario ricorrere all’istituto della mediazione civile?

Il Tribunale di Padova, nell’Ordinanza del 4.12.2014 depositata il 24.02.2015, ha recentemente ritenuto necessario l’esperimento della mediazione civile. Questo provvedimento su cui si nutrono seri dubbi, segue un orientamento senza dubbio minoritario.

Con provvedimento del 24 febbraio 2015 il Giudice collegiale del richiamato Tribunale ha affermato che, ai sensi del combinato disp. Artt. 71 quater e 64 disp. att. c.c., la controversia in disamina rientri tra quelle soggette all’obbligo della mediazione ai sensi del D.Lgs. n. 28/2010.

“Prima di intraprendere l’azione di revoca nei confronti dell’amministratore, è obbligatorio espletare la procedura di mediazione”.

Ma è veramente cosi ?

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Il Balcone aggettante

DEFINIZIONE

Si definisce balcone “aggettante” la parte sporgente dalla facciata dell’edificio.

Volendo trovare una definizione unanime e condivisa, soccorre la Corte di Cassazione, secondo cui i balconi “aggettanti” – quelli che sporgono dalla facciata dell’edificio – costituiscono solo un prolungamento dell’appartamento dal quale protendono e, pertanto, rientrano nella proprietà esclusiva dei titolari degli appartamenti cui accedono.

Nel tempo, la giurisprudenza ha riconosciuto una molteplicità di funzioni al balcone, non identificandolo più, quindi, solamente come un  prolungamento dell’appartamento, bensì anche come elemento architettonico di rilievo per la facciata condominiale.

Tale approccio, ha comportato una ridistribuzione degli oneri e delle spese in caso di manutenzione.

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Conseguenze della revoca giudiziale dell’amministratore
Boss dismissing an employee

Conseguenze della revoca giudiziale dell’amministratore

Il legislatore volendo garantire i servizi del condominio ha previsto che anche in caso di intervenuta revoca giudiziale, l’amministratore revocato resti in carica in regime di prorogatio fino a nomina del nuovo.

Si precisa che, a seguito della recente riforma, l’amministratore nominato non potrà essere quello revocato.

Ma in presenza di una revoca giudiziaria l’Amministratore revocato cessa immediatamente il proprio mandato?

La Cassazione Civile sez. II con sentenza 27/03/2003 n° 4531 chiarisce che In tema di condominio di edifici, l’istituto della “prorogatio imperii” che trova fondamento nella presunzione di conformità alla volontà dei condomini e nell’interesse del condominio alla continuità dell’Amministratore, è applicabile in ogni caso in cui il condominio rimanga privato dell’opera dell’Amministratore, e pertanto non solo nei casi di scadenza del termine di cui all’Art. 1129, secondo comma, C.C., o di dimissioni, ma anche nei casi di revoca o di annullamento per illegittimità della relativa delibera di nomina.

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