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È obbligatoria l’assicurazione per il fabbricato condominiale?

La stipula della polizza assicurativa che copra dal rischio di eventuali danni che le parti comuni potrebbero cagionare agli stessi condomini, a parti del condominio o a terzi, è obbligatoria ?

NO !!! Non lo è ! Ove il regolamento condominiale nulla disponga in proposito, non esiste, infatti, nel nostro ordinamento alcuna norma che preveda un obbligo del genere.

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Il conto corrente condominiale

Il 18 giugno 2013 sono entrate in vigore le norme di modifica alla disciplina del condominio negli edifici introdotte dalla Legge 11 dicembre 2012, n. 220.

Il legislatore, recependo le istanze di trasparenza nella gestionale da parte dei condomini, oltre che l’ormai consolidata corrente giurisprudenziale, che da anni imponeva l’accensione di un conto corrente condominiale ove far transitare le somme, ha introdotto il VII comma dell’art. 1129 c.c. .

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Come fa un Amministratore ad acquisire nuovi condomini?

Se sei un amministratore di condominio in cerca di strategie efficaci per acquisire più condomini, ti consiglio di continuare a leggere questo articolo fino in fondo.
COSA HANNO IN COMUNE UN AMMINISTRATORE CONDOMINIALE, UN CONSULENTE, UN AVVOCATO, UN IMPRENDITORE ?
…ACQUISIRE CLIENTI – GESTIRE CLIENTI…
Facendo una ricerca su internet o nella mi città, non ho trovato traccia di marketing di società di amministrazione, o professionisti del settore. Ora come pensi di acquisire nuovi condomini ? I problemi che tu riscontri sono niente di più, niente di meno che quelli di tutti i professionisti ed imprenditori di questo mondo.

 

Io capisco che da sempre nel settore l’unico strumento di acquisizione “clienti”, come in molti altri, sia il passa parola e che con questo sistema sono campate decine, se non centinaia di tuoi colleghi, ma forse la concorrenza, il periodo, gli alieni hanno reso questo strumento insufficiente. Chi sono io per dirlo ? Un giovane avvocato, ( e mio padre, mia madre, ed in tutta la mia famiglia sono l’unico avvocato), evidentemente con lo stesso problema, di tutti, acquisire clienti, ma che anziché piangersi addosso e prendersela con il fato che ha voluto nascessi nell’era di Topo Gigio,ha scelto di unire al passaparola, sempre efficace, ma mortalmente lento, altri canali di acquisizione clienti.

I professionisti di qualsiasi natura oggi sono chiamati ad avere competenze da imprenditori, il passaparola non basta più. Fare il professionista significa gestire una micro impresa commerciale unipersonale, che vende il proprio sapere ed il proprio servizio a clienti.

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La revoca giudiziale – Come si svolge ?
Boss dismissing an employee

La revoca giudiziale – Come si svolge ?

Per quanto concerne i profili procedurali relativi al giudizio di revoca dell’amministratore, ai sensi dell’art. 64, disp. att. c.c., il tribunale provvede in camera di consiglio, con decreto motivato, sentito l’amministratore in contraddittorio con il ricorrente.
Il procedimento in camera di consiglio, ai sensi dell’art. 737 c.p.c. si avvia con ricorso al giudice competente e il provvedimento adottato ha forma di decreto motivato.

Bisogna redigere un RICORSO ed allegare ad esso ogni documento utile a sostegno della richiesta (es. verbale di assemblea, lettere raccomandate con richiesta di visione della documentazione condominiale e/o lamentele, fotografie ecc.)
Le irregolarità nella gestione sono rimesse alla valutazione del Giudice e di solito sono considerate in modo restrittivo, in sostanza è necessario rappresentare in sede di giudizio che l’operato dell’amministratore abbia arrecato un grave danno al condominio.

In buona sostanza, questo indicato qui di seguito, è il procedimento da seguire per chiedere la revoca dell’amministratore per via giudiziale:

Attività preliminari 
1) se ci si trova dinanzi alla necessità di preventivo passaggio assembleare, è necessario chiedere la convocazione dell’assemblea per decidere in merito (se la richiesta resta inevasa questo fatto è di per sé causa di revoca in via giudiziale)

2) se il tentativo assembleare non è andato a buon fine o se non ve n’è bisogno, il condomino  deve redigere un ricorso spiegandone i motivi ed allegando tutta la documentazione dalla quale è possibile evincere la ricorrenza del motivo della revoca;

a) depositato il ricorso e fissata l’udienza con decreto, il ricorrente deve far notificare, nei termini indicati dal decreto, il ricorso ed il decreto di fissazione dell’udienza all’amministratore;
b) presentarsi all’udienza e discutere;
c) eventuale reclamo da parte della parte che non ritiene giusto il provvedimento.

Quali sono i costi da sostenere ?

Il costo del ricorso (allo stato attuale) è pari ad € 95,00 per contributi unificato, € 27,00 per bolli, più spese di notifica ed eventuali costi legati all’assistenza di un avvocato.

Abbiamo preparato un post specifico sui costi, clicca qui !
Chi è il legittimato passivo ? Il condominio o l’amministratore ? 

Per rispondere bisogna dare lettura al nuovo art. 64 delle disposizioni di attuazione del codice civile che recita:
Sulla revoca dell’amministratore, nei casi indicati dall’undicesimo comma dell’articolo 1129 e dal quarto comma dell’articolo 1131 del codice, il tribunale provvede in camera di consiglio, con decreto motivato, sentito l’amministratore in contraddittorio con il ricorrente. La risposta corretta è l’amministratore !

Corte di Cassazione, Sez. II, 22 ottobre 2013, n. 23955

Nel giudizio promosso da un condomino per la revoca dell’amministratore, interessato e legittimato a contraddire è soltanto l’amministratore, non anche il condominio, che, pertanto, non può intervenire in adesione all’amministratore, né beneficiare della condanna alle spese del condomino ricorrente. Inoltre, il condomino ricorrente ha diritto di rivalsa delle spese sostenute direttamente nei confronti del condominio, il quale potrà poi rivalersi nei confronti dell’amministratore revocato.
E’ questo in breve il nucleo principale della sentenza con la quale la Cassazione ha deciso su un ricorso per revoca giudiziale dell’amministratore, nel cui giudizio si era inserito anche il condominio, probabilmente interessato alla rifusione delle spese giudiziali.
E pertanto, nel giudizio promosso da un condomino per la revoca dell’amministratore deve procedersi alla liquidazione delle spese di lite, ai sensi degli artt. 91 ss. c.p.c..
La pronunzia in esame affronta anzitutto il tema della legittimazione passiva nel giudizio promosso per la revoca dell’amministratore di condominio, ai sensi dell’art. 1129 c.c. .
Invero, l’attuale comma 11 della richiamata disposizione prevede (analogamente rispetto all’originario comma 2) che l’amministratore possa essere revocato in ogni tempo e la l.n. 220/2012, di riforma del condominio, ha ampliato la casistica (di carattere esemplificativo e non certo tassativo; sintomatico è il comma 12 dell’art.1129 c.c., il cui incipit è il seguente “costituiscono, tra le altre, gravi irregolarità”) delle ipotesi in cui ciò può accadere: trattasi, in particolare, di fattispecie in cui il legislatore ha predefinito la sussistenza di una giusta causa di interruzione del rapporto, posto che rappresenta ius receptum il principio in virtù del quale, salvo che l’incarico sia svolto gratuitamente (art. 1723 c.c.), il giudice deve sempre valutare l’esistenza, in concreto, di una giusta causa alla stregua di un giudizio insindacabile in Cassazione (Cass., Sez. II, 23 agosto 1999 n. 8837, inForo it., 2000, I, 1673).

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